Essere ognuno la propria Poesia.

 

Cerchiamo un angolo della casa, del balcone o per strada, vicino ad un albero o ad uno scorcio significativo, studiamo la luce giusta, vediamoci come dentro ad un quadro e cogliamo la nostra Poesia.

Noi siamo Poesia; la scordiamo, diventa un vestito dimenticato che sta nel limbo tra visibile e invisibile e si confonde con la fuliggine dei nostri pensieri, con lo scordare noi stessi, siamo parole che parlano in silenzio. Ma siamo Poesia, comunque, grazie a Dio, all'Universo, a Madre Natura, alla nostra coscienza, ai sogni da bambini, alla musica, alla danza, alle favole, all'esistere.

E quando ci accorgiamo di noi stessi, tutta la fatica e la sofferenza, vengono vissuti come meno dolorosi perchè uno sguardo gentile ci accompagna nell'ascoltarci, senza giudizio, come fossimo un fiore sul ciglio della strada. Fermarsi ad ascoltare se stessi, così come si è, mettendo via la rabbia, che è solo un'illusione di forza, respirare immaginando che con il respiro una carezza entri in noi e una carezza sia diretta a tutti gli altri, perchè la distanza, suggerita da questo difficilissimo momento storico, aumenta la diffidenza, la paura della vita e dell'altro, il barricarsi dietro difese angosciate e aggressive e rimette in contatto con il dolore antico, che seppellivamo nel rumore o nel fare.

La psicoterapia è uno strumento vivo per far ritrovare a ciascuno la propria poesia.

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